LABPUZZLE – Bene Comune
"un pezzo del mondo che vorremmo"
#reportlabpuzzle📖_👀 Report plenaria di DICEMBRE!🧩
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⬛Autogestione del II piano del Lab!Puzzle e dell’aulastudio: responsabilità collettiva, buone pratiche e progettualità

L’aula studio continua ad avere problemi di autogestione legati a una mancanza di coordinamento collettivo e di dialogo con quelle persone “non integrate” in nessun progetto di Puzzle, che frequentano lo spazio in maniera saltuaria e che causano i maggiori disagi, con impatto su tutto il piano. Problemi presenti da anni, incancreniti dal tempo e dalla mancanza di un gruppo di gestione del progetto aula studio.

Proposte emerse:

1. stabilire una regola comune – e comunicarlo in chat, per passaparola, con cartelli, in modo chiaro e visibile – per non far più fumare negli spazi interni, sia per una questione di responsabilizzazione di chi la frequenta, sia per una questione legata alla sostenibilità delle pulizie, sia per una questione di accessibilità; si propone, in questo senso, di evitare una cartellonistica che abbia un approccio troppo duro o prescrittivo (es. VIETATO FUMARE) ma piuttosto che indichi in modo chiaro la necessità di presa in carico collettiva della cura dello spazio (es. EVITA DI FUMARE PERCHE’…); si concorda su questa proposta e sulla maniera di gestirla.

2. creare un coordinamento tra progetti del piano per stabilire turni di pulizie settimanali, farlo a partire da un’assemblea di piano dove si possa anche immaginare come organizzare una cassa comune per le spese vive legate alle pulizie di piano; si concorda su questa proposta e sulla maniera di gestirla.

3. al di là dell’aspetto più puramente gestionale, è necessario migliorare la qualità delle relazioni tra chi partecipa attivamente ai progetti, capendo anche come intersecarli, farli dialogare tra loro (es. proposta di presentazioni di libri fatta da altri progetti e non solo dal gruppo della biblioteca); si concorda anche su questo.

4. fare un’assemblea che sia anche festa con musica e concerto per coinvolgere il maggior numero di persone possibili; si concorda anche qu questo ma va definita una data.

Alcuni interventi mettono in dubbio la capacità collettiva di dare continuità al progetto di aula studio in generale, che non ha un gruppo specifico di gestione e non ha persone che ne siano referenti. Rispetto a questo, altri interventi, pur riconoscendo la frattura, sottolineano come sarebbe necessario dialogare con i gruppi di persone “non integrate” nei progetti, cercando di capire perché frequentano quello spazio, come lo immaginano e come possiamo coogestirlo. Un’altra proposta, rispetto a questo discorso, è quella di capire se sarebbe percorribile ricercare bandi che diano la possibilità di creare dei rimborsi spese per persone che seguano la gestione in senso più strutturato (la proposta non viene discussa oltre). Tra le considerazioni generali emerse, viene evidenziato anche come alla base del patto collettivo che Puzzle si è dato ci sia l’idea che essendo bene comune debba essere garantita l’apertura dello spazio a chiunque, sempre nel rispetto di modelli di convivenza condivisi. Chiedersi prima di tutto: abbiamo capacità di parlare con queste persone, di capire le loro esigenze? Se sì, come? Utilizzare l’assemblea di gestione di piano per darci un discorso comune da fare alle persone che vengono in aula studio e non conosciamo. Migliorare inoltre la comunicazione verso l’esterno per aggregare molte più persone: farlo con i social, con volantini, tazebao o qualsiasi altra forma di diffusione cartacea. Decidere possibili date per l’assemblea.

Incontro con Davide, ricercatore del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano: Lab!Puzzle come caso studio. La sua ricerca si pone l’obiettivo d’indagare le forme possibili di cohousing nel contesto di progetti a welfare diffuso.

Davide presenta il progetto di ricerca “Re-Youth Type”, nato con l’intenzione di analizzare vari casi studio su scala europea, che offrano soluzioni formali e informali di riutilizzo di edifici lasciati vuoti e in contrasto a meccanismi di espulsione dalla città. La volontà del progetto è quella di diventare una sorta di piattaforma che dia la possibilità a chi è un caso studio di poter vedere la sua voce condivisa, ed arrivare magari e trasformare in concreto questa voce in delle linee guida da presentare alla commissione Europea. La sua proposta è quella di far diventare Puzzle un caso studio: il progetto di ricerca (che ha la durata complessiva di tre anni) si svolgerebbe tramite conversazioni e interviste. Linea del tempo del progetto: la seconda metà di dicembre e il mese di gennaio sarebbe il periodo ideale per Davide, che si muove da Milano. Altri outcome del progetto potrebbero essere: la pubblicazione di una raccolta dei casi studio, oppure un podcast. 

Al momento in Italia è coinvolto solo Lab!Puzzle, perché i criteri sono abbastanza stringenti: avere sede in un edificio già esistente; non intrecciare solo il tema dell’abitare ma anche progetti di welfare. Per ribaltare le classiche logiche gerarchiche tra chi fa ricerca e chi partecipa come caso studio, Davide concorda con la proposta dell’assemblea di costruire una restituzione pubblica della ricerca, fermo restando che è già previsto da progetto che chi acconsente all’intervista abbia modo di rileggerla prima della pubblicazione. Idea di Davide avere 3 persone referenti

– una persona familiare con le politiche urbane e il passaggio a bene comune

– una persona capace di restituire la complessità del contesto in cui Puzzle esiste

– una persona familiare con il processo di trasformazione architettonica/gestionale

– persone che rappresentino l’abitativo

– minimo due persone che rappresentino diversi progetti, due per ogni progetto

– minimo due persone che abitino nel quartiere ma che utilizzino i progetti di Puzzle

Considerazioni varie

1. L’accademia ha più volte interagito con noi ma questo non ha prodotto un beneficio anche per la comunità di Puzzle in termini di formazione, miglioramento delle conoscenze, condivisione di contatti e relazioni utili alla nostra crescita; questo aspetto va migliorato, decidendo fin da subito in che prospettive avviare la collaborazione.

2. Necessario mettere l’esperienza di Puzzle nel contesto della storia di movimento, nell’esperienza dell’autorganizzazione, delle occupazioni e mobilitazioni di quartiere; questo è molto importante in virtù del contesto potenzialmente molto diverso degli altri casi studio presi in esame. Resta la fiducia che le persone che saranno individuate per fare le interviste sappiano restituire la complessità di questa comunità territoriale e del Laboratorio Puzzle.

⬛Luciana Scarica dell’associazione Più Culture (https://www.piuculture.it/) ci contatta per collaborare ad una rubrica dedicata alle realtà del quartiere che si occupano di migranti e di aiuto alle persone in difficoltà. Parliamone insieme

Luciana Scarica non è presente in assemblea e quindi il punto salta.

⬛Proposta per una chiamata pubblica ad una giornata di cura condivisa dello stabile.

Strutturare una giornata che abbia non solo l’obiettivo di pulire o sistemare lo stabile, ma anche quello di fare aggregazione con un pranzo insieme. Si propone come data sabato 10 gennaio, perché domenica 11 ci sarà assemblea plenaria (slittata rispetto a domenica 4/01 per via del ponte della Befana). Coordiniamoci nel topic Logistica e manutenzione.

⬛Lab!Puzzle e socialità: una proposta per valorizzare ed aprire al quartiere, a cadenza settimanale, la sala grande di Lab!Puzzle

Considerate le difficoltà rispetto alla capacità di riunirsi del gruppo atelier, viene proposto di immaginare delle serate di apertura che siano sia di chiacchiera, sia di sistemazione: un momento di aggregazione informale, un momento espositivo delle produzioni di atelier, un momento di sistemazione degli spazi. Viene proposto il venerdì sera. Far in modo che questa formula non sostituisca la necessità di ridare forza e spinta al progetto di atelier, ma viceversa.

⬛Proposta di Carlo: presa di posizione pubblica sull’aggressione USA per rapinare il popolo venezuelano delle sue grandi risorse energetiche

L’assemblea condivide la volontà di prendere posizione pubblica rispetto all’accaduto. Viene proposto di trasformare la semplice presa di posizione pubblica mezzo comunicato 

in un momento di crescita politica collettiva: facendo per esempio un evento pubblico di taglio antimperialista in cui dibattere di ciò che è successo.

Proposta di Libera in cui coinvolgere Puzzle

David del comitato di Libera in III municipio ci propone di partecipare a un progetto che partirebbe ad aprile sulla narrazione del Tufello dagli occhi di minori che sono 

inseriti nel progetto della messa alla prova e seguiti legalmente da Libera. Gli strumenti sarebbero audio, foto o video.

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